Programma partecipato

Il modello di welfare reggiano, in passato modello all’avanguardia in Italia, basato su una complementarietà  tra pubblico/privato/privato sociale, è messo a dura prova dalle scelte dei governi centrale e regionale degli ultimi anni. Misure spesso recepite e rese fattive sul territorio da parte dell’amministrazione uscente. Il modello reggiano va difeso e implementato attraverso nuove misure basate sulla relazione con il territorio e trovate di concerto con chi vive quotidianamente il territorio.

1) Rilancio del progetto di welfare reggiano, pubblico e universalista

  • Avviare politiche contro la privatizzazione dei servizi e dei beni primari e di una loro gestione di tipo privatistico. Ritorno alla loro gestione pubblica, ridando loro una centralità  strategica nella progettazione e nella gestione democratica e nello sviluppo armonico della città.
  • Definizione di criteri che impediscano la creazione di posizioni spartitorie ed oligopolistiche da parte degli Enti ausiliari.
  • Formazione di una categoria di tecnici pubblico-privati (garantiti sia sul piano formativo, dell’aggiornamento professionale e nelle forme contrattuali di lavoro mirandone alla stabilità e alla continuità lavorativa), che abbiano come mission l’allargamento e l’accrescimento del welfare per tutti i cittadini senza distinzione di sesso, razza o religione.

2) Un’amministrazione diversa deve partire dal diritto alla salute ed al benessere delle cittadine e dei cittadini

  • Mappatura dello stato di salute della popolazione, al fine di potere definire più precisamente la tutela della salute dei cittadini integrandosi con le istituzioni preposte: Regione e ASL.
  • Azione diretta a partire dai quartieri e da chi li abita. Creazione di strutture piccole e snelle, gestite da un operatore professionista, in collaborazione e coordinamento con i Poli Sociali, con lo scopo di individuare il bisogno specifico delle persone che risiedono in una determinata zona della città, offrendo così una assistenza mirata all’esigenza.
  • Costituzione di un osservatorio del e dal territorio, un punto di raccolta di bisogni e necessità, un laboratorio per la ricerca di possibili soluzioni per favorire la partecipazione attiva dei cittadini nella produzione del benessere collettivo.

3) Persone con disabilità

Riconosciamo gli sforzi fatti dal Comune in questo ambito, con servizi preposti e per ultimo la nascita del progetto Reggio Emilia senza barriere.

  • Trasporto pubblico: superare l’ostacolo della prenotazione preventiva di 48 ore a SETA (vincolata alla disponibilità di mezzi dotati di pedana), per poter usufruire del trasporto pubblico come tutti gli altri cittadini.
  • Dotare la città di più semafori acustici per non vedenti.

La Carta Costituzionale riconosce il diritto per ogni cittadino di circolare liberamente in qualsiasi parte del territorio (art.16 comma1) e riconosce nella Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini (art. 3 comma 2).

  • Prevedere abbattimenti della fiscalità locale per disabili e/o famiglie con persone disabili.
  • Implementare soluzioni politico-giuridiche affinché i costi per palestre riabilitative e/o di mantenimento possano rientrare nelle spese deducibili a livello fiscale (ad oggi non rientrano in quanto le palestre non hanno profilo sanitario anche se di fatto la loro frequenza viene prescritta da neuro-fisiatri!).
  • Attuare le opportune verifiche sulle barriere architettoniche ancora presenti nelle strutture socio-sanitarie, sia pubbliche che private (esistono Medici di Base non raggiungibili dai propri pazienti!).
  • Assumere l’impegno di superare la discontinuità dei professionisti che si succedono nella crescita di un bambino/a disabile.
  • Incentivare progetti di autonomia per persone con disabilità, passaggio fondamentale per poter restare in una rete sociale di relazioni.

4) Diritto all’abitare

Anche a Reggio esiste un patrimonio vuoto o inutilizzato di migliaia di case e appartamenti. Il “vuoto reggiano” è talmente rilevante da costituire un enorme monumento allo spreco sociale, economico e ambientale. Oltre che una ferita al paesaggio, anche per il consumo di suolo che ha comportato.

  • Potenziare ed applicare gli accordi ed i protocolli di utilità sociale con i proprietari disponibili e all’affitto degli appartamenti ora vuoti. Ottenendo così il vantaggio dell’uso del bene e il miglioramento strutturale attraverso azioni concordate di piccola ristrutturazione o manutenzione straordinaria attuata direttamente dall’affittante.
  • Quando la proprietà  è rappresentata da persone non fisiche, spesso immobiliari a scopo di lucro, che tengono volutamente fuori dal mercato centinaia di appartamenti, (sovente esentasse perché dichiarati “beni destinati alla vendita e lasciati vuoti per mantenere la scarsità del bene e mantenerne prezzi elevati nel mercato immobiliare/affittuario) verranno messi in campo idonei strumenti coercitivi: dalla tassazione progressiva sul vuoto/inutilizzato fino alla requisizione per pubblica utilità, al fine di portare all’utilizzo dell’esistente costruito.

5) Reggio Emilia città  sicura che include ed accoglie

Quello che noi intendiamo per sicurezza è una sicurezza  legata ad un benessere collettivo. Come ha sempre sostenuto Paulo Freire: “la paralisi di una parte del corpo sociale è la paralisi di tutto il corpo”. Per questo il significato che la nostra idea di amministrazione vuole dare alla parola “sicurezza” non è un significato legato solo alla vita privata dei singoli cittadini, ma a ciò che trasforma un gruppo in una collettività , che trasforma un insieme di singole esigenze in un tessuto sociale ricco di connessioni e fondato su sensibilità  comuni. Il significato della parola benessere deve ritornare ad acquisire un senso alto in cui si ricollochi anche l’accezione delle parole diritto e dovere

  1.  a) Salute/Immigrazione

Tutelare la salute di ogni singolo/o cittadino/a significa tutelare il benessere di tutta la comunità 

  • Promuovere la piena applicazione dell’Accordo Stato- Regioni
  • Rimuovere tutti gli ostacoli burocratici che oggi impediscono l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale
  1. b) Formazione/informazione:
  • Potenziare progetti formativi sul tema immigrazione nelle scuole e in generale nei contesti di apprendimento per sviluppare consapevolezza del fenomeno migratorio ed arginare comportamenti razzisti
  • Promuovere informazione rivolta alla cittadinanza tutta, attraverso incontri in città  e nei quartieri sempre sul tema.
  • Sostenere il CPIA  (Centro Provinciale Istruzione Adulti)  in particolare per le fasce più deboli (analfabetismo).
  • Sostenere l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole superiori. 
  • Sostenere e potenziare la rete delle scuole di italiano per stranieri presenti sul territorio.
  1. c) Accesso alla città 
  • Favorire la partecipazione ad eventi ed iniziative del territorio finalizzate anche a sviluppare un senso di appartenenza attraverso agevolazioni destinate alle fascia più deboli (presso luoghi di cultura, musei)  e attraverso traduzioni che rendano accessibili e comprensibili le iniziative e gli eventi di conoscenza del territorio.
  • Implementare l’abbattimento delle barriere architettoniche in tutti i luoghi pubblici e culturali.
  • Creare all’interno dei quartieri contesti che favoriscono relazioni fra condomini e vicini di casa attraverso assemblee di quartiere con l’utilizzo di mediatori culturali con capacità  di gestione dei conflitti che si possono generare nella convivenza di vicinato
  • Promuovere Festival (Multi)culturali in città  e nei  quartieri
  • Promuovere la Consulta sull’immigrazione in modo da affrontare necessità  specifiche, problematiche e lavorare insieme per una risoluzione di queste .
  • Creare tavoli inter-istituzionali fra gli attori che oggi agiscono sulla vita dei migranti quali Questura e Prefettura e stimolare la partecipazione della Consulta sull’immigrazione.
  • Impegno del Comune a promuovere nelle sedi opportune una riforma del sistema dei rinnovi dei permessi di soggiorno non più a carico delle Questure e Prefetture ma degli enti locali.
  1. d) Accoglienza
  • Promuovere un tavolo allargato a cooperative, associazioni, volontariato comitati dove si sviluppi un dibattito sulla costruzione di percorsi di accoglienza che vadano al di la dei singoli progetti con la finalità  del raggiungimento della piena autonomia delle persone.

 

  • Il Comune, dove è possibile, si impegna ad accedere a fondi europei per promuovere percorsi di accoglienza diffusa e si impegna a garantire percorsi di integrazione inclusivi sul territorio (non come previsto oggi dalla normativa nazionale solo per titolari di asilo politico, protezione sussidiaria e minori stranieri non accompagnati). Questo innanzitutto perché l’inclusione e l’integrazione permettono un senso di apparenza ad una comunità  e di conseguenza un rispetto maggiore del vivere lo stesso territorio.
  • Promuovere modalità  di co-housing facendosi da garante sia rispetto alla domanda che all’offerta.
  • Promuovere in un’ottica di welfare diffuso, servizi di integrazione quali per esempio l’accompagnamento all’accesso al lavoro , l’avvio di start – up che siano usufruibili sia da cittadini di origine straniera che italiana così come gli sportelli legali siano accessibili a tutte le fasce sociali.
  • Potenziare e mettere in rete gli sportelli informativi e di aiuto nelle pratiche burocratiche che riguardano la legislazione in tema di immigrazione.
  • Sostenere quindi percorsi di regolarità al fine di evitare un dilagarsi di persone senza titolo di soggiorno.

Reggio Emilia deve raccogliere la sfida globale nella lotta al cambiamento climatico, diventando una città  sostenibile, ecologica ed ecologista, una città  che agisce contro le disuguaglianze,  lo sfruttamento delle risorse e del lavoro, contro l’applicazione della logica del profitto ai beni comuni che va a discapito della qualità  della vita di cittadine e cittadini.

LE NOSTRE PROPOSTE:

1) Acqua bene comune

L’acqua è un diritto fondamentale, la cui gestione deve restare fuori da logiche di profitto, come stabilito dal Referendum del 2011.

  • IL TRADIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE PD

L’amministrazione uscente, insieme agli altri comuni della Provincia, aveva deliberato (fine 2012) di ripubblicizzare la gestione dell’acqua, scorporandola da Iren e affidandola ad  un soggetto interamente pubblico. Dal 2013 al 2015 il Forum Provinciale dell’Acqua ha commissionato a diverse società di consulenza indipendenti studi per verificare la fattibilità di questa operazione. Da questi studi (i cui risultati non sono mai stati smentiti) è emerso in modo incontrovertibile che ripubblicizzare l’acqua sarebbe stato non solo fattibile, ma un ottimo affare per la comunità reggiana. Nel suo programma elettorale del 2014 l’amministrazione uscente indica la ripubblicizzazione dell’acqua come uno dei suoi principali obiettivi per la legislatura seguente.  Nonostante tutto ciò, nella primavera 2015 la segreteria provinciale del Pd sancisce unilateralmente che il progetto non è più sostenibile e di fatto lo abbandona, rimangiandosi tutti gli impegni e le delibere prese fino a quel momento.

Nell’Autunno 2015 l’amministrazione vota a favore di un tuttora indefinito Piano B (affidamento ad una società mista con gara a doppio oggetto e gestione in capo interamente al partner privato). Nel frattempo la concessione, scaduta nel 2011, continua ad essere affidata in proroga a Iren, alla faccia dell’efficienza amministrativa.

  • NON CI ARRENDIAMO! RIPUBBLICIZZAZIONE TRAMITE SOCIETA’ IN HOUSE

Non essendo stata la gara ancora indetta, REC intende ritornare al progetto originario di ripubblicizzazione, la cui realizzazione non è impedita da alcun vincolo finanziario o legislativo, ma solo dalla volontà politica della maggioranza uscente, preoccupata dell’interesse di Iren più che di quello dei suoi cittadini.

  • Iren non ha nel frattempo mantenuto gli impegni di investimento, che vanno invece rilanciati, con particolare riguardo all’eliminazione dell’amianto dalle tubature e al potenziamento della rete fognaria e di depurazione.

2) Rifiuti zero

  • Raggiungimento dell’obiettivo Rifiuti Zero a Reggio Emilia. Intraprendere un piano che punti ad un’economia circolare, dove tutto sia riutilizzabile, riciclabile, recuperabile, mirando alla riduzione dei rifiuti e procedendo perciò in senso opposto alla logica dell’inceneritore che ne incentiva l’utilizzo.
  • Cambiamento del modello gestionale a favore di una gestione interamente pubblica dei rifiuti, attraverso un soggetto di diritto pubblico.
  • Piano pubblico e collettivo per la riduzione dell’usa e getta, agendo su due piani: 

– Piano culturale: creare consapevolezza e favorire i comportamenti virtuosi contro lo spreco e una corretta raccolta differenziata, attraverso campagne di sensibilizzazione, uno sportello ambiente che dialoghi con cittadine e cittadini, fornendo loro gli strumenti conoscitivi per orientarsi.

– Piano pratico: attraverso proposte concrete, come ad esempio incentivare la diffusione, nei negozi di settore, di distributori di detersivi alla spina; vietare la vendita di bottiglie di plastica da mezzo litro per acqua negli uffici pubblici; implementare il numero di distributori di acqua potabile in città; premiare l’impegno di ogni cittadino nella raccolta, attraverso l’avvio di una tariffa puntuale “a peso”;  creare un comitato di controllo cittadino sui rifiuti, che favorisca un monitoraggio partecipato; implementazione degli orti urbani che oltre che essere luoghi di inclusione sociale, scambi di sapere e sviluppo di nuove comunità  sono anche strumento di maggior riciclo di rifiuti organici.

3) Aria pulita

Reggio Emilia ha un serio problema con la qualità dell’aria: l’inquinamento è legato per la maggior parte alla produzione industriale, al traffico cittadino, al riscaldamento degli edifici.

  • TRASPORTO PUBBLICO GRATUITO

La gratuità del trasporto pubblico deve diventare il grande obiettivo dei prossimi cinque anni.

In Estonia il trasporto pubblico gratuito è REALTA’ ed ha avuto un riscontro molto positivo.

In paesi come la Germania, la Francia, il Regno Unito e la Polonia è già stato sperimentato in varie città o in determinate aree, o ancora “part-time”, fissando corse gratis nei fine settimana o nelle ore di punta.

E’ inoltre indispensabile il potenziamento delle flotte, l’ampliamento degli orari di servizio e la diminuzione dei tempi di percorrenza delle tratte.

Vogliamo una nuova politica della mobilità che incoraggi abitudini virtuose nei cittadini e che sia sostenibile e sicura per tutte e tutti.

  • Disincentivazione all’accesso alle zone centrali della città con mezzi inquinanti, attivazione come alternativa un servizio di car sharing.
  • Riqualificazione e completamento della la rete delle piste ciclabili.
  • Incrementare il verde urbano per recuperare la capacità di regolazione del micro-clima locale attraverso anche la creazione di una cintura di bosco urbano che faccia da polmone verde alla città .

4) Energia

Il risparmio energetico, l’uso razionale delle risorse e il miglioramento dei livelli di inquinamento sono la via diretta per la gestione della crisi climatica, e una città  sostenibile deve farne strumento proprio.

  • Riqualificazione dell’edilizia esistente in chiave sostenibile, attraverso più piani d’azione: l’efficientamento di immobili energivori mediante interventi strutturali che riducano drasticamente il fabbisogno energetico -Incentivi alla dotazione degli immobili di tecnologie rinnovabili che consentano l’autoproduzione di energia, o facilitazioni nell’attivazione di contratti che prevedano l’acquisto di energia prodotta solo da fonti rinnovabili.
  • Azione sinergica tra amministrazione e cittadinanza, contestualmente agli interventi pratici favoriremo una cultura della sostenibilità  e del risparmio energetico attraverso campagne informative, didattica nelle scuole, fiere ed eventi di divulgazioni alla cittadinanza sul tema del cambiamento climatico che forniscano strumenti di conoscenza sulle soluzioni disponibili e sui comportamenti corretti da adottare nel quotidiano, per ridurre gli sprechi e le emissioni.

5) Amianto

  • Bonifica dell’amianto nelle strutture comunali e incentivi alla bonifica nelle strutture private.
  • Bonificare aree comunali e private aperte al pubblico, aumentare sanzioni per abbandono lastre,  creazione di nuova mappatura edifici contenenti amianto tramite utilizzo di droni.

Oggi lo sviluppo e la gestione della città è caratterizzata dalla centralizzazione e la separazione tra società  e politica. Per invertire questa tendenza e creare una città policentrica in cui le cittadine e i cittadini siano protagonisti, vogliamo fornire nuovi strumenti di partecipazione, creare luoghi d’incontro, progettare servizi decentrati e facilitare l’autogestione.

LE NOSTRE PROPOSTE:

1)Istituzione di Consigli di Territorio

Le modifiche apportate al T.U. delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali, attraverso alcune leggi della Finanziaria (quella del 2007 del Governo Prodi, e quella del 2009 del Governo Berlusconi), hanno decretato la soppressione delle Circoscrizioni nelle città con popolazione compresa tra i 30.000 e i 250.000 abitanti, imponendo così alle amministrazioni  una riflessione delle modalità  di decentramento.

  • Attivazione dei Consigli di Territorio con i seguenti compiti e funzioni:

– esprimere pareri e fare proposte su temi quali l’urbanistica, il bilancio, gli atti di programmazione,  i servizi comunali e i problemi del territorio in generale;

– proporre iniziative e interventi al Consiglio comunale per favorire l’aggregazione sociale e la  partecipazione;

– richiedere una convocazione del Consiglio comunale, rivolgere interrogazioni al Sindaco, promuovere incontri con l’Amministrazione comunale sul territorio;

– chiedere agli assessori di riferimento di partecipare alle proprie sedute;

– collaborare con associazioni, Poli Sociali territoriali, enti e scuole attive sul territorio alla programmazione di attività di  interesse sociale, culturale e sportivo;

  • Estendere la partecipazione e approfondire la democrazia affiancando ai Consigli di Territorio diversi istituti partecipati, come ad esempio assemblee pubbliche e consulte di quartiere.

2) Riattualizzare i Centri Sociali

I Centri Sociali nei quartieri e nelle frazioni rappresentano una grande risorsa da custodire e da implementare come luoghi che favoriscono la partecipazione, la cooperazione e il mutualismo tra abitanti del territorio. I Centri Sociali sono luoghi della comunità  che potrebbero avere un ruolo importante per la democrazia di prossimità , ospitando i Consigli di Territorio, assemblee pubbliche, consulte di quartiere grazie alla dotazione di  sale civiche a disposizione agli abitanti che si organizzano insieme dal basso.    

  • Implementare i Centri Sociali con nuovi servizi di vicinato per rispondere al bisogno di conoscere e vivere il proprio quartiere e i propri vicini di casa conciliando bisogni e desideri tra vecchi e nuovi abitanti attraverso questi luoghi di scambio e condivisione sociale.

3) Costruire piazze sociali, beni comuni e usi civici urbani

Sul territorio si trovano tanti spazi abbandonati, come edifici in disuso, terreni incolti e spazi urbani residuali, che potrebbero essere trasformati in luoghi con un identità e una funzione sociale. Un parcheggio che diventa una piazza, un cortile chiuso che diventa un parco aperto.

  • Mappatura di spazi da recuperare e riconvertire ad un uso comune.
  • Introduzione della possibilità  e della pratica di riconoscimento degli spazi che vengono sottratti all’abbandono e restituiti alla comunità  come beni comuni emergenti, gestiti direttamente da abitanti attraverso regolamenti di uso civico. Luoghi di tutte e tutti, aperti e inclusivi in cui partecipare alla costruzione collettiva del quartiere e della città .

4) Facilitare l’autogestione e sostenere l’organizzazione di feste popolari

 Le iniziative di vicinato e le feste popolari organizzate nei quartieri e nelle frazioni sono elementi importanti per tessere una rete solidale sul territorio. Le nuove norme sulla sicurezza e sull’emergenza e di recente la circolare Gabrielli ha reso più difficile l’organizzazione di questi eventi attraverso pratiche amministrative complesse e dispositivi costosi, difficili da affrontare per le piccole realtà .

  • Superamento della circolare Gabrielli e delle normative stringenti e costose vigenti, mettendo in evidenza il loro carattere contradditorio: nel nome della sicurezza penalizzano la costruzione di momenti d’incontro, condivisione e partecipazione, disincentivando proprio quelle forme di cooperazione dal basso che creano un tessuto sociale più sicuro.
  • Implementazione dell’azione dell’amministrazione alle realtà che organizzano iniziative negli spazi pubblici per facilitarne l’organizzazione dal punto di vista amministrativo ed economico.

Sicurezza e marginalità sociali sono storicamente inversamente proporzionali intendendo schematicamente come sicurezza la bassa incidenza di devianze sociali nel contesto urbano e come marginalità  la fascia di popolazione povera residente in città . Proprio per questo abbiamo individuato alcuni punti nel nostro programma, emersi dal confronto con operatori sociali, che produrrebbero un ribaltamento dell’approccio con questi fenomeni e una loro risoluzione. Ecco in sintesi alcuni aspetti, elencati in punti, di ciò che Reggio Emilia in Comune ha in cantiere:

  • Potenziare e moltiplicare le Unità  di Prossimità , valorizzando le competenze nate in questi anni, per estendere il servizio in più punti critici della città  e come servizio formativo nelle scuole su prevenzione di tossicodipendenze e comportamenti a rischio.
  • Progettare e promuovere percorsi di integrazione e inclusione sociale, reinvestendo maggiormente nei progetti già in essere connotati da questi obbiettivi.
  • Rimuovere gli ostacoli economici e legislativi ostativi ad un pieno accesso alla casa per tutti. Solo con un tetto sulla testa le fasce più marginali della città  potranno essere prese in carico dai servizi sociali.
  • Acquisizioni/requisizioni di immobili abitativi pignorati ed in possesso alle banche o tenuti inutilizzati dal mercato immobiliare. Appartamenti da destinare ad uso sociale e di riqualificazione di quartieri complessi come quelli nella zona stazione. Sostenere progetti di housing first.
  • Investire in percorsi volti al raggiungimento dell’autonomia per senza fissa dimora e persone a bassissimo o nullo reddito.
  • Stimolare attraverso mirati percorsi partecipativi la cooperazione e la connessione tra nuovi e vecchi residenti e tra le differenti fasce sociali, volte all’individuazione delle problematiche e relativi interventi risolutivi.
  • Possibilità  di aperture serali prolungate per piccoli esercenti producendo l’effetto positivo di punti luce e frequentazione di zone periferiche altrimenti desolate in certe fasce orarie.
  • Potenziare interventi istituzionali nel campo della prostituzione e della lotta alle forme di sfruttamento e tratta di esseri umani tra i quali il progetto Rosemary: un’unità  di strada che partendo dai luoghi dello sfruttamento sessuale costruisce un percorso di accoglienza per coloro che scelgono di cambiare vita.

1) Reggio Emilia educazione

 Il lavoro a Reggio sull’educazione è all’avanguardia nel mondo, bisogna ripartire da quei presupposti per rilanciare e migliorare le proposte educative per tutte e tutti.

  • Miglioramento delle condizioni di lavoro dei docenti e del personale ausiliario.
  • Incentivazione alla continua formazione del corpo docente con il coinvolgimento e l’apporto di fondi da parte del ministero competente.
  • Miglioramento del lavoro in rete con i servizi pubblici (tra cui sanità  e sportelli psicologici per alunni e insegnanti)
  • Migliorare la sinergia fra l’Amministrazione comunale e l’Ufficio scolastico di Reggio Emilia per potenziare il coordinamento e la collaborazione fra le realtà comunali dei nidi e delle scuole d’infanzia e l’istituzione scolastica statale.
  • Potenziamento ed ammodernamento del sistema GET anche e soprattutto in funzione di prevenzione per l’abbandono scolastico che ormai ha raggiunto livelli di guardia per un paese come il nostro. Inoltre la collaborazione dell’ente locale con la scuola deve avvenire su temi complementari a quelli propri della scuola.  I GET e i SEI-SPAZI EDUCATIVI INTERDISCIPLINARI- sono spazi pomeridiani che possono operare sull’integrazione sociale, sulla promozione di competenze di cittadinanza, sulla acquisizione e sperimentazione di competenze che non trovano spazio nella scuola e che possono contribuire a mettere in luce abilità di ragazze e ragazzi che la scuola non sa valorizzare.
  • Impegno del Comune a farsi promotore di un progetto educativo territoriale di sistema 0/21. Per ricomporre e valorizzare la pluralità di risorse educative, formative, sociali e sanitarie della rete cittadina. Una rete che si presenta come un arcipelago composto da molteplici isole diverse l’una dall’altra: la famiglia, la scuola, il comune con i suoi servizi territoriali, l’Istituzione dei Nidi e Scuole dell’infanzia, i Poli Sociali Territoriali, i servizi dell’Azienda Usl, gli educatori, i docenti, le polisportive e le diverse realtà cittadine.
  • Attivare nelle scuole di primo e secondo grado la formazione specifica degli insegnanti per l’introduzione dell’educazione all’affettività, alle relazioni, ai sentimenti, al rispetto delle differenze, alla sessualità. Per contrastare omofobia, bullismo, razzismo e la violenza contro le donne. Promuovere il progetto “W l’amore”, finanziato dalla Regione Emilia Romagna, rivolto alla scuola secondaria di primo grado che vede la collaborazione di uno psicologo Usl, ma che trova ancora poca attuazione da parte degli istituti scolastici.

2) Reggio Emilia, città  universitaria

 L’università  reggiana continua a crescere, nell’offerta e negli iscritti, è nostro compito renderla sempre più completa e formativa cercando di aprire anche allo sviluppo di facoltà umanistiche oggi assenti.

  • Costruzione e attuazione di una strategia comunale nei confronti del sistema universitario condiviso con Modena.
  • Creare collegamenti efficaci tra le varie sedi universitarie, con particolare riguardo al polo del San Lazzaro con il resto della città .
  • Creazione di migliori e più estese convenzioni per studenti con cinema, librerie e realtà culturali e recettive.

3) La consulta degli studenti, uno strumento da valorizzare

La rappresentanza studentesca nelle secondarie (Consulta degli studenti) e all’università  è  poco conosciuta sia dagli studenti sia dall’Amministrazione comunale, eppure si tratta di realtà normate da leggi dello Stato.

  • Riconoscere e aumentare l’importanza della consulta, sia della proposta riguardo ai temi scolastici che nel rapporto recepimento/attuazione da parte degli organi competenti delle proposte presentate da tale organo della rappresentanza studentesca.
  • Creazione di un consiglio studenti/città  come organo di collegamento tra gli studenti e l’amministrazione e gli studenti e la città .

4) Implementazione del sistema di trasporto pubblico per gli studenti.

Il trasporto pubblico è ampiamente insufficiente negli orari di apertura e chiusura della scuole a causa della scarsità  dei mezzi e della loro fatiscenza.

  • Aumentare il servizio in provincia, che si vede spesso penalizzata e tagliata fuori con costi eccessivi e orari che costringono gli studenti alla perdita di tempo prezioso e risultano in molti casi una problematica per famigli in cui entrambi i genitori lavorano.
  • Costruire un servizio di trasporto pubblico che prosegua anche in orario serale, per rendere la città  fruibile anche nella sua offerta artistica e culturale anche dagli studenti che vivono in provincia o nei quartieri maggiormente distanti da centro storico.

1) Valorizzare e rafforzare il ruolo dei consultori

Una realtà  che in passato è stata promotrice dei diritti delle donne, si trova adesso in una situazione di difficoltà . Si è registrata negli anni una progressiva riduzione delle attività dei consultori, adesso focalizzati in maniera quasi unica sul momento della gravidanza o della interruzione della stessa. 

  • Assunzione del ruolo e dell’importanza dei consultori nella città  e che le attività  dei consultori tornino ad estendersi a tutte gli aspetti sanitari, di informazione e prevenzione, che possano garantire il benessere del nato e la salute, fisica e psicologica, dei genitori.

2) Favorire l’occupazione femminile attraverso la conciliazione.

  • Favorire e incrementare l’accesso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro attraverso strumenti che possano garantire il giusto equilibrio tra tempi di lavoro e tempi per la famiglia.

3)Tutela dei diritti delle donne rafforzando e supportando le realtà  presenti sul territorio

I movimenti e le realtà  associative presenti a livello internazionale, nazionale e territoriale hanno certamente raggiunto dei notevoli risultati, ma in questo momento storico in cui vengono attaccate le conquiste sociali e civili del passato non basata.

  • Rafforzare queste esperienze nate dal basso garantendo maggiore appoggio istituzionale, attraverso la garanzia di adeguati spazi, sia fisici che a livello comunicativo alle iniziative auto-organizzate delle donne e per le donne.

4)Tutela e riconoscimento dei diritti LGBT+

 Nonostante il riconoscimento dei diritti delle persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali abbia seguito una significativa evoluzione in Italia nel corso del tempo, il percorso per l’eguaglianza personale e familiare è ancora gravoso.

  • Continuare sul percorso già avviato del registro delle coppie omosessuali e per i diritti civili di tutte le persone lgbtq+.

1) Valorizzare il territorio ma anche aprirsi allo spazio internazionale e all’innovazione

Reggio Emilia era casa e meta di esperienze avanguardistiche, internazionali e innovatrici (uno su tutti -ma l’elenco potrebbe essere lungo e non riguardante solo il teatro- il Living Theater) e come tale deve tornare ad essere una piazza di scambio e di accoglienza anche in capo artistico e culturale.

LE NOSTRE PROPOSTE

  • Istituzione di un assessorato per arte e cultura (assente nell’ultima giunta) che consenta, in questo ambito, di avere una regia organica e strutturata, che sappia armonizzare e valorizzare la nostra vasta e non di rado eccellente pluralità  e che dia agli operatori un referente chiaro con cui interfacciarsi e dialogare.
  • Affidare ad esperienze artistiche e alle associazioni culturali gli spazi vuoti e in disuso in città . Circuiti virtuosi di pubblico, frequentazione, scambio sociale e incontro sono parte importante del lavoro per la riqualificazione dei quartieri, per il contrasto al degrado e alla criminalità .
  • Migliorare lo scambio tra le scuole/università  e la città  favorendo l’ingresso delle esperienze e delle forme d’arte in questi ambiti della formazione.

2) Distinguere gli ambiti del professionismo da quelli del volontariato

 La nostra città  ha sempre avuto una grande intraprendenza e disponibilità  in attività di volontariato volte a creare spazi gratuiti di aiuto, condivisione e miglioramento sociale. Troppo spesso, però, le amministrazioni passate si sono adagiate su questo.

LE NOSTRE PROPOSTE

  • Limitazione dell’utilizzo delle risorse del volontariato laddove l’amministrazione può affidare il servizio a professionisti.

LE NOSTRE PROPOSTE:

1) L’amministrazione come gestore e affidatario di servizi pubblici

  • Stop all’esternalizzazione dei servizi comunali.
  • Sostituzione delle gare d’appalto con l’accreditamento diretto del servizio dove è consentito dalla normative.
  • Miglioramento della gestione delle gare d’appalto eliminando le gare al massimo ribasso e promuovendo gare in cui altri fattori abbiano più peso rispetto al ribasso.
  • Occupazione giovanile: Inserire la richiesta di una percentuale di giovani under 30, assunti a tempo indeterminato, tra i criteri che determinano il punteggio in una gara d’appalto per l’affidamento di servizi pubblici.
  • Difesa e rilancio dell’esperienza e dell’importanza della cooperazione sociale nel tessuto cittadino e nel tessuto produttivo.

2) L’amministrazione come promotrice di politiche di sviluppo economico e territoriale

  • Inversione della tendenza a organizzare grandi eventi con la realizzazione di eventi più piccoli di dimensione ma con maggiore continuità  temporale/spaziale.
  • Attivazione di politiche per disincentivare lo sfitto e per incentivare la gestione degli spazi anche in co-working e promuovere lo sviluppo di nuova imprenditoria in centro storico.
  • Potenziare la rete di professionisti pubblici volti a far conoscere ai cittadini le possibilità  che offre l’UE per i finanziamenti all’imprenditoria privata e cooperativa con la creazione di un ufficio competente.

3) L’amministrazione e la sua struttura amministrativa interna.

  • Stop al precariato e ad ogni forma di lavoro intermittente all’interno degli uffici comunali.

Reggio Emilia in Comune si pone l’obiettivo di favorire e sostenere le realtà  economiche e associative che si riconoscono nelle pratiche di economia solidale, realtà che quindi:

  • promuovono i beni comuni e il legame con il territorio
  • propongono modelli collaborativi orientati al “benvivere” di tutte e tutti
  • si basano sulle relazioni e favoriscono le reti
  • propongono una trasformazione sociale e difendono i diritti e la dignità del lavoro
  • ridimensionano il ruolo del mercato nell’attuale modello economico perché lo ritengono insostenibile dal punto di vista sociale, economico e ambientale
  • favoriscono il ricorso alla finanza etica, mutualistica e solidale

Una forza municipalista deve con forza denunciare e combattere il contesto favorevole all’insediamento della mafia e del gioco d’azzardo stimolando quelle risposte culturali e di governo di modo che la società  tutta sia capace di respingere le cosche e gli affari sporchi di cui sono portatrici. Alcune cose sono state fatte, vanno confermate ed estese con più  decisione.

LE NOSTRE PROPOSTE:

  • Più risorse per formazione nelle scuole e dentro gli enti pubblici con corsi di formazione periodici e mettendo in campo, nel contempo, iniziative pubbliche di dibattito.
  • Conferma delle buone prassi legate ai coordinamenti istituzionali già  in essere per il contrasto alle attività  mafiose.
  • Politiche fiscali favorevoli per attori economici pubblici e privati che rispondano positivamente ai requisiti antimafia.
  • Attività  pubblica di smascheramento e di denuncia verso tutte le aziende/cooperative refrattarie agli stimoli di emersione dal nero.
  • Verifica e adeguamento di tutte le possibilità  repressive in mano alla polizia municipale ed ai legali per fronteggiare l’attività delle cosche in città.

Politiche sociali che non lascino sole le vittime delle attività  mafiose e del gioco d’azzardo.

LE NOSTRE PROPOSTE

  • Adozione del Regolamento Comunale per la tutela del benessere degli animali e la loro convivenza, nella versione proposta dall’ANCI (associazione nazionale comuni italiani), superando quello attualmente in uso, troppo datato e scarso nei principi di tutela;
  • Istituzione dell’ Ufficio per i Diritti degli Animali e della figura del Garante per gli animali; creazione di un’apposita sezione internet nel sito del Comune di Reggio Emilia, utile per segnalazioni di maltrattamento, richiesti di intervento per animali vaganti o feriti. Anche per questo sarà  indispensabile attivare un numero verde apposito;
  • Istituzione della Unità  Mobile Veterinaria per il soccorso animali 24/24h;
  • Integrare e modificare il Regolamento per l’inquinamento acustico, rendendo irregolari e sanzionabili le esplosioni e i fuochi artificiali vicino ai centri abitati, superando il problema dei botti di Capodanno, causa ogni anno di malessere e morte degli animali da affezione e non;
  • Attivazione del Servizio Civile nei rifugi/canili di proprietà comunale;
  • Convenzioni veterinarie per chi adotta un cane o gatto da una struttura comunale per garantire prezzi calmierati per cure e sterilizzazione (in base ad ISEE);
  • Campagne educative nelle scuole volte a sensibilizzare e promuovere il rispetto e la convivenza tra specie; per la fascia 0-6 anni programmi pedagogici dedicati volti a creare legame ed empatia con il mondo animale;
  • Protocollo tra Comune e realtà religiose che prevedono sacrifici rituali di animali al fine di incrementare gradualmente ma sensibilmente l’uccisione utilizzando la tecnica dello stordimento dell’animale;
  • Vietare, su terreno comunale, l’attendamento dei circhi con animali e promuovere iniziative atte a contrastare questo tipo di spettacolo, eliminare qualsiasi tipo di convenzione e collaborazione tra partecipate del Comune ed organizzatori di spettacoli circensi con animali;
  • Aumentare del 30% le aree di sgambatura in città, dotarle tutte di fontana interna e zona d’ombra alberata, affidarne la manutenzione ad associazioni o comitati di quartiere.

Reggio ha una storia passata molto significativa che la colloca all’interno dello scenario europeo e mondiale. Reggio è una di quelle città  che fanno l’Europa. E ora di ritornare a lavorare e a contare su questi due aspetti.

LE  NOSTRE PROPOSTE:

1)Reggio città europea

Le città di piccole e medie dimensioni costituiscono la spina dorsale del tessuto economico e sociale dell’Europa, ma non sono opportunamente considerate. Reggio è una di queste, ed è il momento di cominciare a contare di più

  • Riconoscimento a livello Europeo dell’importanza delle città di piccole/medie dimensioni, in quanto in queste città  che si localizzano le sfide globali più importanti (migrazioni, cambiamenti climatici, disparità  sociali e di genere) e sarà  in queste città  che si avranno i conflitti maggiori se non viene invertita la tendenza delle politiche globali in atto.
  • Accedere a nuove risorse economiche dall’Europa per finanziare progetti di sviluppo nati dalla sinergia tra amministrazione e cittadinanza.
  • Accedere a nuove risorse economiche dall’Europa per finanziare il miglioramento del sistema scolastico e dell’università .
  • Accedere a nuove risorse economiche per migliorare la relazione tra città /campagna/montagna
  • Creazione di spazi multifunzionali per l’innovazione.

2) Reggio Città internazionale

 Industria manifatturiera, produzioni di qualità, movimento cooperativo, lotta per la libertà  e la democrazia in alcuni paesi africani sono parte di un passato glorioso che ha reso Reggio importante e conosciuta nel mondo. Studiare il passato per migliorare il futuro di Reggio e dei suoi cittadini.

  • Costruire un polo di ricerca sul passato politico e sociale della città per risignificare il concetto di libertà  dei popoli sul quale costruire nuova iniziativa internazionale in continuità  con la storia di Reggio.
  • Promozione di maggiori scambi culturali con città  e abitanti Europei ed extra-Europei
  • Promozione di nuove imprese e progetti con le comunità  organizzate di residenti stranieri a Reggio e intensificare i rapporti con i paesi delle comunità  residenti anche per l’elaborazione di progetti congiunti.
  • Rivedere i patti di amicizia e i gemellaggi in atto cessando i rapporti istituzionali con i Paesi in cui vige pena di morte e convogliando quelle risorse in progetti di supporto a città  straniere impegnate nella propria autodeterminazione e lotta di liberazione (in primis Palestina).

3) Reggio città di pace

PACE E DISARMO E RUOLO ATTIVO DEL COMUNE

“ O la sinistra fa dell’impegno per la pace il terreno decisivo dello scontro tra civiltà e barbarie o rimane destra anche se si proclama sinistra ” 

Carlo Cassola  

In un tempo come il nostro, nel quale le guerre sono tornate a dilagare sul pianeta, e la corsa agli armamenti ha ripreso in maniera impetuosa, anche i Comuni possono e debbono dare il loro contributo alla causa della pace, sia attraverso azioni locali che attraverso azioni che incidano sul piano nazionale e internazionale.

LE NOSTRE PROPOSTE:

  • Sul piano locale si può fare di Reggio Emilia la Città della pace promuovendo un Festival della Pace di respiro nazionale, preparato anche attraverso la realizzazione di percorsi di educazione alla pace nelle scuole di ogni ordine e grado della città e coinvolgendo l’Università UNIMORE.
  • Sul piano nazionale e internazionale, Reggio Emilia può farsi promotrice presso l’ANCI di una richiesta formale al governo di riduzione delle spese militari per aumentare i trasferimenti di risorse agli Enti Locali per i servizi educativi, sociali e culturali.
  • Vogliamo Reggio Emilia capofila dei Comuni italiani nella Campagna per l’adesione del nostro Paese al Trattato per la messa al bando delle armi nucleari. 

Il centro di Reggio manca di vitalità, sia di giorno che di sera, il compito dell’amministrazione è quello di valorizzarlo. Laddove non manca la bellezza architettonica e la presenza di piazze e monumenti manca la vitalità  e la dinamicità che potrebbe avere una città  di piccole/medie dimensioni come la nostra. I quartieri, invece, posseggono già  le potenzialità della vitalità nelle aggregazioni che vi operano all’interno, il compito dell’amministrazione è quello di sostenere la crescita e la nascita di esperienze tese a fare vivere i quartieri.

LE NOSTRE PROPOSTE:
Un centro storico vitale e dinamico è il migliore antidoto alla paura, all’isolamento e all’abbandono, ed è veicolo per la bellezza della città.

  • Agevolare l’affitto di appartamenti ai giovani e agli universitari tramite aiuti e sgravi da parte dell’amministrazione ai proprietari degli appartamenti
  • Assistenza e agevolazioni per l’apertura di nuovi locali.
  • Possibilità di apertura fino a mezzanotte per gli esercizi commerciali di prossimità.
  • Agevolazioni per l’insediamento di nuove start-up negli spazi vuoti del privato o comunali in disuso.
  • Rivitalizzare i Centri Sociali, luoghi dove promuovere l’aggregazione dei giovani e dare spazio al loro protagonismo, al dialogo intergenerazionale ed a laboratori (dove gli anziani potrebbero mettere a disposizione le proprie competenze). Molti centri sociali potrebbero svolgere queste funzioni senza la necessità di costruire nuovi centri giovani. Occorre però che giovani siano presenti negli organismi di gestione.

Reggio Emilia è una città  che vive di sport, a tutti i livelli, dal dilettantismo al professionismo. Lo sport reggiano è dinamico e sempre in movimento e con esso deve esserlo anche l’amministrazione, pronta a promuovere nuove aggregazioni, nuovi momenti collettivi e ad inserirsi e gestire le crisi che ne possono scaturire come ad esempio quella della Reggiana.

LE NOSTRE PROPOSTE:

1) Sport professionistico

  • Maggiore intraprendenza dell’amministrazione nell’affrontare le società  professionistiche reggiane, non ci deve mai più essere un caso come quello della Reggiana.
  • Aprire collaborazione con lo sport professionistico sul tema dell’azionariato popolare, per il ritorno dello sport e dei tifosi al centro del mondo sportivo.

2) Sport popolare e dilettantistico

  • Incentivazione dello sport popolare per l’importanza della sua funzione sociale e di formazione nella crescita di bambini/e e ragazzi/e.
  • Attuazione di politiche per agevolare le persone con disabilità nella pratica di attività sportive.
  • Maggiore attenzione alle problematiche legate allo sport dilettantistico.

Salvaguardare il diritto allo sport, per tutte e tutti, a prescindere dalle proprie risorse economiche.